Matteo Piloni/ Luglio 18, 2024/ La settimana in Consiglio/ 0 comments

ieri mattina sono stato in visita al carcere di Bollate. Un’altra occasione per toccare con mano e vedere di persona una delle più importanti strutture penitenziarie della nostra Regione. Con oltre 1400 detenuti, di cui circa 170 donne, il carcere – per estensione il più grande d’Europa – viene considerato una sorta di “modello”.
E lo è a ragione veduta, sia per le buone condizioni delle strutture sia per le opportunità di studio e lavoro che offre ai detenuti, confermate dagli stessi con i quali ho potuto parlare. Molti spazi e un’idea di carcere “aperto” che responsabilizza i detenuti e li prepara al reinserimento in società una volta scontata la pena.
I problemi, invece, sono quelli che accomunano tutte le carceri: sovraffollamento, poco personale penitenziario e difficoltà di assistenza sanitaria. Soprattutto su quest’ultimo aspetto mi sono molto soffermato nel confronto che ho avuto sia con il direttore del carcere – il dott. Giorgio Leggieri, che ringrazio per la disponibilità e la cortesia riservatami – che con il coordinatore sanitario e la coordinatrice infermieristica.
Poco personale, soprattutto per quanto riguarda l’ambito psichico e psichiatrico e, quindi, quello specialistico senza il quale non è possibile dare adeguata assistenza sanitaria.
Proprio in questa direzione punta la richiesta che, come Gruppo PD Lombardia, abbiamo portato in Consiglio Regionale in occasione del piano socio sanitario, ottenendo l’approvazione all’unanimità.
Ora bisogna dare corso a questo impegno e garantire adeguato personale sanitario alle strutture carcerarie della nostra Regione.
È una questione di diritto alla cura e di civiltà!

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